sexual and pornographic web searching trends analysis

E' uscito da poco un interessante studio che analizza le statistiche delle parole più digitate sui motori di ricerca dal 1997 al 2005.
Riassunto: si evidenzia un fortissimo decremento delle parole chiave correlate al sesso e alla pornografia inserite nei motori. Il senso non è, come in un certo senso vorrebbero far credere i ricercatori, che non si usa più internet per il porno - questo a scopo di redimere internet dall'accusa theocons di essere un ricettacolo di pervertiti -  quanto che non si passa più da google, o da chi per esso, per andare a cercarsi il porno.
Sicuramente a partire da un nuovo approccio al web: ognuno ha i suoi siti preferiti e questi sono molto più linkati l'uno con l'altro (friends), esistono veri e propri portali di media sexual oriented (si pensi a pornotube) etc...
Non in secondo piano la diffusione del Peer to Peer, che a fine anni '90 assolutamente marginale, e quindi la proliferazione stessa dei porno media negli hard disk di ognun*.

finita questa parentesi pornogeek, passera tatuata per tutt* 

 


pornocrazia del pornorating

Kevin S. Sandler insegna Media Arts all'Università dell'Arizona. Terrà una conferenza il 21 novembre basata sul suo libro The Naked Truth: Why Hollywood Doesn’t Make X Rated Movies.

The Naked Truth è un'analisi di come il sistema di assegnazione del rating cinematografico sia condotto secondo modelli di interesse privatistico. Il rating, totalmente in mano alle grandi case di produzione (Paramount Pictures, Walt Disney Pictures, Sony Pictures, 20th Century Fox, Warner Brothers e Universal Pictures), viene utilizzato come strumento del business per difendersi da politici, moralisti vari e dalla concorrenza della produzione indipendente che potrebbero intaccare, con movimenti negativi d'opinione, i lauti guadagni dell'industria cinematografica ufficiale.


Sullo stesso piano di indagine si muove il film This Film Is Not Yet Rated di Kirby Dick che denuncia il carattere totalmente oscuro e al limite della soggettività (concetti vaghi come "breve nudità" o "linguaggio forte") legato al rating della Motion Picture Association of America di cui non si conoscono nel modo più assoluto i criteri. Nel documentario viene chiaramente evidenziato come, in mancanza di una vera regolamentazione, le maggiori compagnie di rating assegnino un giudizio di (non)visibilità dell'opera puramente in base al "feeling" trasmesso ai censori.

pornjourney è un interessante progetto-documentario girato da Dag Yngvesson che indaga sulla decadenza della San Fernando Valley, capitale della produzione hard (8 miliardi di dollari di fatturato annuo e 50 film prodotti a settimana), e sulla collusione tra industria americana del porno e mafia locale.

La colonna sonora, ottima, è totalmente scaricabile.

--> casi eclatanti di "insane rating" 


film interessanti

ovviamente fuori dalla grande distribuzione e liberamente scaricabili (creative commons o altro):

--> indie porn al femminile

(sicuramente da apprezzare lo sforzo, almeno per chi è stanc* di porno patinati tutti fuck fuck fuck. astenersi amanti del bizarre)

--> flash doll operetta

(un capolavoro dell'underground ad ultra basso costo. una distopia berlusconoide davvero apprezzabile. e poi: chi non vorrebbe una figa lobotomizzata? rappresentazione di un fantasma tutto maschile. astenersi femministe dell'ultim'ora) 


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