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Archivio per maggio 2011

genialità dionisiache

18 maggio 2011 2 commenti

Senza l’aiuto di gugol indovinare chi é a dare le risposte:

Domanda: Mantovani è il capo del Pdl lombardo, ha fatto trovare a Berlusconi una modella svedese violinista dentro l’uovo di Pasqua. Era il caso?

Risposta: «Embé? C’è qualcosa di male? Lo pensa chi ha la coda di paglia. Ma non è vietato divertirsi, danzare, ascoltare musica. È come guardare la Gioconda al Louvre».

Domanda: Che c’entra la Gioconda?

Risposta: «Per suonare il violino bisogna essere artisti. Non è come suonare le nacchere…».

cefalove

17 maggio 2011 Commenti chiusi

paralipomeni alla sadomasomachia

16 maggio 2011 4 commenti

Mi autopubblico una riflessione ancora in corso d’opera che mi è stata censurata da un sito sm (forse perché non si capisce un cazzo, boh); quindi è un tema solo per appassionat* della materia.

Incollo.

Il mondo sm rappresenta l’opposto carnevalesco del mondo vanilla.
Questa affermazione di massima non comprende ovviamente le eccezioni, per definizione; e non c’é persona, per paradosso, che non si senta eccezione. Giusto? Vi sentite tutt* eccezione, giusto?
Nessuno quindi si sentirà rappresentato dal seguente (astratto) schema sociale, lasciamo quindi scomparire nel vuoto la sua eco. Un latrato, nulla più.
Il mondo sm “rappresenta”, si diceva… ovvero il mondo sm come teatro sul cui palco gli attori si esercitano.
I caratteri più diffusi sono i ruoli Padrona/servo, esattamente in questa identificazione di genere: dominante-femmina, sottomesso-maschio.
Questo esattamente a confermare l’ordine pervertito del carnevale sessuale.
L’origine di queste diffuse caratterizzazioni macchiettistiche è da ricercarsi nella società basata sulla famiglia patriarcale in cui il maschio è normalmente dominante nella vita sociale di tutti i giorni, vanilla appunto.
La conferma di questi ruoli è data dal mercato: negli annunci a pagamento sempre si offrono Padrone per servi maschi paganti, è raro vedere il contrario. Quasi non esiste la schiava prostituta, cosa che invece piacerebbe al maschio. Questa è la eloquente struttura oscena della società.

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Kanamara Matsuri

10 maggio 2011 Commenti chiusi

Propriamente si tratta del festival del cazzo di kawasaki, nulla di diverso dalle falloforie greche passate poi sotto l’egida del cristianesimo grondante sangue e pezzi di santi.
Credo il video sottolinei pure la festante differenza tra la liberazione etica della sessualità popolare dalla pornografia del potere rappresentata invece dalla statuetta di priapo fatta passare tra le mani e le bocche delle pulzelle invitate alle cene di Arcore.

grazie a BlackHormo della segnalazione

pochi anni, tette dure

3 maggio 2011 6 commenti

Ricordo il mio primo bagno di sole naturista come una sfida alla pudicizia morale che il cattolicesimo mi ha brandizzato nel dna. Avevo 16 anni credo. Mi passò accanto una coppia di giovani olandesi, globalmente erano davvero molto belli, scendendo nella fisionomia sessuale lui aveva un pisello imbarazzante, lei delle tette grandi e belle. “Bella fatica a fare i nudisti così”, pensai nascondendo il pisellino in una buchetta fatta frettolosamente nella sabbia.
La stessa cosa l’ho pensata vedendo la campagna pubblicitaria sottostante. Facile sentirsi a proprio agio a vent’anni e con delle belle tette sottolineando pure la bellezza della naturalità.
Perché giudicare negativamente e da una prospettiva moralista l’uso del silicone quando il problema è invece altrove e riguarda l’eto-estetica del silicone?
Il corpo è uno spazio di determinazione politica. Va sempre affermato con forza questo concetto. Se leggiamo il corpo come un territorio, la differenza da considerare è tra autodeterminazione e colonizzazione. Argomenti triti e ritriti pure questi, me ne scuso. Il problema non è l’imposizione di modelli estetici sintetici, costruiti con plastica, quanto univoci, seriali. Un “non esiste altro bello al di fuori di me”. Questo è il senso del corpo mercificato. Non tanto e non solo la compravendita in quanto oggetto depersonalizzato quanto MODELLO MIGLIORE SUL MERCATO.
Una prodotto non viene commercializzato come uno tra tanti ma come IL MIGLIOR PRODOTTO SUL MERCATO. Ora, un corpo siliconato non è né il peggiore né il migliore. E’ un corpo che ha fatto delle scelte, di sofferenza anche. Soprattutto non mi interessa che mi sia propinato come modello unico perché lede la mia e l’altrui autodeterminazione. L’uni(vo)cità per di più cambia il significante delle categorie. Pensare belle donne significa per i più pensare barbie eppure esistono belle donne con delle brutte tette.
Ma l’alternativa estetica al silicone non può essere l’ostentazione del bello naturale, cadrebbe nella stessa trappola impositiva. L’alternativa è la possibilità di scegliere liberamente il proprio modello estetico e la libertà di autodeterminare e rappresentare la propria mappa corporale in base a modelli scelti a prescindere dal loro valore di scambio.

Che vadano a ‘fanculo le fichette che mostrano le loro zinne dure bullandosi che sono naturali… dalla parte del mostro!

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