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Posts Tagged ‘photography’

pornoguerrilla

8 marzo 2011 2 commenti

segnalo il nuovo blog pornoguerrilla e la nuova serie di Rosario Gallardo, cui rubo un paio di immagini

da non perdere anche la serie cefalopode… c’è sempre tanto bisogno di foto con i polipi!

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carne erotica

1 dicembre 2010 3 commenti

–> luca rubbi

Categorie:fluidi Tag:

kinky city

27 settembre 2010 Commenti chiusi

Il termine KINKY si utilizza per definire una modalità che si pone tra il bizzarro e ciò che l’ortodossia etero definisce come deviato, pervertito.

Pawel Jaszczuk, già incontrato, offre un saggio visivo di KINKY nipponico

–> galleria completa

dalla parte del mostro

24 agosto 2010 7 commenti

Ho sempre nutrito un’insana passione per il mostracismo, la teratologia, per tutta quella componente politicamente rivoluzionaria contenuta nell’orrido, nell’antiestetico, nel coraggio del mostro ovvero il non conforme ai canoni che decide di mostrarsi.  Ho anche sempre creduto che il mostro nel suo manifestarsi si trasformasse nel manifesto etico di tutto quello che l’estetica del “bello e buono” rigetta.  Per questo ho sempre apprezzato le fotografie di freaks,  nani (adoro i normalissimi nani di Herzog!), i reietti di Diane Arbus e ora scopro il lavoro di Scot Sothern, LOWLIFE. Low life non è l’insieme delle vite di basso profilo (più che low dovrebbe essere lumpen-life) è l’insieme dei corpi modificati dal disagio sociale, da vite difficilmente sopportabili; è l’insieme di corpi che significano, che hanno significato, attraverso i segni indelebili che (sop)portano: le rughe di Anna Magnani, i corpi punk costretti a sanguinare, i segni delle costrizioni, del lavoro… delle vite che scorrono.
Il mostro ha la stessa sfacciataggine dell’opera d’arte che ti obbliga a guardarla e a stupirti di essa, con essa. Suscita reazioni: il moralista è preso da compassione, l’antimoralista da vergogna, la vergogna di aver distolto lo sguardo, di essere inorridito o la vergogna positiva di sentirsi parte di quella società che ha creato le condizioni per l’esistenza del mostro. In fondo le isole sono definite da tutto il mare che si trova loro intorno.
E’ l’estetica dell’ibridazione (penso anche a Crash di Cronemberg) che deve sempre interessare più di ogni altra cosa, è sempre quel fenomeno di sovrappiù rispetto alle due nature di partenza che incorpora a creare la ricchezza di una nuova natura. Transizione. La ricchezza della transizione e della perversione, il mostro esteriore e quello interiore.

… e in tutto questo rientra positivamente la transizione da Lifetype a WordPress, con tutti i suoi segni.

sawatari hajime

29 giugno 2010 Commenti chiusi

c’era una volta la Polaroid

13 marzo 2009 5 commenti

Prima che il mondo cedesse al digitale ad ogni costo, rinunciando alla tattilità e ai sapori, l’unico modo per produrre porno casalingo a basso costo e senza subire violazioni della privacy da parte degli stampatori di foto era la Polaroid.
Lo svilupparsi lento dello scatto polaroide determinava un momento magico fatto di sventolii e bambini che si accalcavano per veder comparire l’immagine fotostatica per poi strapparsela di mano in mano. Si assisteva a bocca aperta al processo chimico della creazione dell’immagine. Abbatteva i tempi di sviluppo e stampa ma allo stesso tempo imponeva un rituale di gruppo, un’attesa silenziosa e concitata definita dalla invisibile reazione di iodio e polimeri. Era già incorniciata nel suo involucro di sviluppo, come una foto marsupiale.
Tutti i professionisti dell’immagine la utilizzavano per pre-vedere lo scatto o la ripresa finale. Era già inconsapevolmente uno strumento di virtualizzazione.
Ora pare che smetteranno di produrre la pellicola istantanea, restano tutti quegli scatti che per i loro colori acidi e virati al rosso, il bordo nero come si guardasse attraverso il buco della serratura, dettano il ricordo cromatico degli anni ’70.

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dirty lovers

11 gennaio 2008 Commenti chiusi

Sicuramente i giovanissimi ignorano la portata rivoluzionaria che rappresentò la Polaroid nella produzione di porno amatoriale. Le foto si autosviluppavano senza l’intermedizione pruriginosa dello stampatore di fiducia che ne avrebbe certamente fatto una copia per le serate solitarie.
Le riviste dedicate agli annunci pullulavano di polaroid casalinghe che testimoniavano la fisicità dell’inserzionista. Era un altro mondo, fatto di bricoleurs e colori pastello sbiaditi, oggigiorno riportati in auge da macchinette di tendenza come la lomo o la holga. I giovani degli anni ’70-’80 rimangono ancora estasiati da quelle vecchie brutte foto.

Segnalo con piacere dirty.lovers.org(asm) che, tra le varie, raccoglie anche una simpatica sezione "The very anal years 1992-1998" e l’intramontabile dirty found.

pornscapes

9 novembre 2007 3 commenti

Estrarre arte da scatti amatoriali, ricombinarla in innocenti parallelismi e prospettive in cui siamo intrappolat* ogni giorno.
Complimenti a Pierre Radisic

 

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Categorie:parallelismi Tag:

polipi paralleli

9 agosto 2007 4 commenti

pornocattolicesimo

23 marzo 2007 6 commenti

José Antonio Moreno Montoya è un fotografo dell'Extremadura, Spagna. Molto critico nei confronti della Chiesa ufficiale, e per questo fortemente criticato, creò, nel 1997, una bellissima serie fotografica intitolata Sanctorum che gli è costata minacce di morte.

 

 

Sul sito ci sono script che disabilitano il salvataggio delle foto, per cui le ho riportate nella galleria qui sotto.
Oppure per chi usa linux basta copia incollare il seguente:
wget http://www.jam-montoya.es/sancto/fotos/{01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11,
12,13,14,15,16,17,18,19,20,21,22,23,24,25,26,27,28,29,30,31,32,33,34}.jpg

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