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dalla parte del mostro

24 Agosto 2010

Ho sempre nutrito un’insana passione per il mostracismo, la teratologia, per tutta quella componente politicamente rivoluzionaria contenuta nell’orrido, nell’antiestetico, nel coraggio del mostro ovvero il non conforme ai canoni che decide di mostrarsi.  Ho anche sempre creduto che il mostro nel suo manifestarsi si trasformasse nel manifesto etico di tutto quello che l’estetica del “bello e buono” rigetta.  Per questo ho sempre apprezzato le fotografie di freaks,  nani (adoro i normalissimi nani di Herzog!), i reietti di Diane Arbus e ora scopro il lavoro di Scot Sothern, LOWLIFE. Low life non è l’insieme delle vite di basso profilo (più che low dovrebbe essere lumpen-life) è l’insieme dei corpi modificati dal disagio sociale, da vite difficilmente sopportabili; è l’insieme di corpi che significano, che hanno significato, attraverso i segni indelebili che (sop)portano: le rughe di Anna Magnani, i corpi punk costretti a sanguinare, i segni delle costrizioni, del lavoro… delle vite che scorrono.
Il mostro ha la stessa sfacciataggine dell’opera d’arte che ti obbliga a guardarla e a stupirti di essa, con essa. Suscita reazioni: il moralista è preso da compassione, l’antimoralista da vergogna, la vergogna di aver distolto lo sguardo, di essere inorridito o la vergogna positiva di sentirsi parte di quella società che ha creato le condizioni per l’esistenza del mostro. In fondo le isole sono definite da tutto il mare che si trova loro intorno.
E’ l’estetica dell’ibridazione (penso anche a Crash di Cronemberg) che deve sempre interessare più di ogni altra cosa, è sempre quel fenomeno di sovrappiù rispetto alle due nature di partenza che incorpora a creare la ricchezza di una nuova natura. Transizione. La ricchezza della transizione e della perversione, il mostro esteriore e quello interiore.

… e in tutto questo rientra positivamente la transizione da Lifetype a WordPress, con tutti i suoi segni.

  1. 24 Agosto 2010 a 19:20 | #1

    un corpo senza cicatrici è alieno, non umano. Se guardi bene siamo tutti mostri. Dipende appunto, dai punti cardinali, dai canoni. Le donne canottate sono mostri.

  2. 4 Ottobre 2010 a 18:42 | #2

    ciao fastidio,
    ti piacciono i film di jodorowsky? a me tanto. se non li conosci guardali, incomincia da “el topo”.
    è da un po’ che seguo il tuo pornblog, che dire…
    è fastidioso, intelligente e divertente. insomma mi piace. continua così.
    un saluto

    consiglio: http://ambidextrously-erotic.tumblr.com/

  3. 5 Ottobre 2010 a 12:22 | #3

    “el topo” te l’ho consigliato per i freaks (i deformi). se ti piacciono, prova anche con il film “freaks” (uno di noi! uno di noi! miticiii) poi citato da bertolucci.

    oltre a jodorowski consiglio anche “ken park”, “shortbus”, “spun”.

    per la serie film indipendenti ingiustamente ignorati “gummo” ed “humpday”.

    yeah

  4. 5 Ottobre 2010 a 12:28 | #4

    come uomo di mezza età ho già visto la maggior parte dei summenzionati.
    jodorowsky non è male ma è troppo frikkettone per i miei gusti (meglio freak che frik).
    kan park molto valido, forse era meglio kids.
    shortbus per me è un film per annoiati newyorkesi della middle class…
    cercherò humpday.
    grazie

  5. 5 Ottobre 2010 a 12:52 | #5

    @fastidio eh, immaginavo che li avevi già visti 😀 grotteschi alla “gummo” conosco anche “tetsuo”, “delicatessen”, “ichi the killer”… poi bho… “13 tzameti”… mmm…

  6. 5 Ottobre 2010 a 12:57 | #6

    ho un vantaggio anagrafico. tutto qui

  7. 5 Ottobre 2010 a 13:18 | #7

    m’è venuto in mente “nekromantik”! XD questo NON PUOI averlo già visto! 😛

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