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Posts Tagged ‘pissing’

blasfemia blasfemia canaglia

14 luglio 2011 Commenti chiusi

necessità di stato

26 gennaio 2011 6 commenti

da piccol* ti dicono “quando hai paura del professore, immaginalo nudo, sul water”. Mi si diceva anche “pure il Papa se lo prende in mano.”

poi si cresce… “e se ti fa paura il poliziotto?” dev’essersi chiesto Narcel Walldorf, artista di Dresda. E in Germania scoppia lo scandalo della sbirra in antisommossa che la fa tutta per strada, candida come una bambina. Il potere repressivo che cede alla necessità fisiologica. L’urina come la morte, la grande livellatrice.

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psychopathia sexualis IV – urolagnia

4 giugno 2007 Commenti chiusi

molly peeingBere urina non fa certo male. Anzi, per molti è un'ottima terapia (pare anche preventiva contro il cancro) e ne consigliano il consumo quotidiano. Guardando alla composizione chimica è come bere gatorade autoprodotto. Se poi è della pipì di maometto che si tratta, allora della sua purezza e bontà è stata recentemente data garanzia dal gran muftì d'Egitto in persona. La stessa Bibbia, Libro dei Profeti 5:15, raccomanda: "Bevete l’acqua dalla vostra stessa cisterna, l’acqua che scaturisce dal vostro stesso pozzo". C'è poi tutta la dimensione ludica che non sto qui ad affrontare visto che il web ne è pieno, dalla pioggia dorata al giapponesissimo omorashi.
Tra i bei ricordi d'infanzia rimane incastonata nel diadema delle mie pervertite rimembranze la pietra miliare delle rockbitch (link al video in fondo al post) che fanno dei sani gargarismi di piscio e poi sputano l'urina sul pubblico. Non esiste miglior modo per trasmettere il proprio calore interiore alle persone che si amano.

caso 161
X., ventiquattro anni russo, impiegato, di madre nevropatica e padre psicopatico. E' intelligente, di delicato sentire, costituzione normale, aspetto gradevole e maniere cortesi; non ha sofferto malattie gravi. Afferma di essere nervoso fin dall'infanzia: come la madre, ha l'occhio nevropatico e risente, da qualche tempo, disturbi cerebroastenici. Si lamenta amaramente della perversione della propria sessualità, che lo spinge sempre alla disperazione, gli toglie ogni stima di sé e potrebbe indurlo al suicidio.
L'incubo, che pesa su di lui e lo tormenta con una certa regolarità  ogni quattro settimane, sarebbe un desiderio contro natura di farsi mingere in bocca da una donna. Interrogato sull'origine di tale perversione, comunicò i fatti seguenti, interessanti per l'importanza che hanno dal punto di vista patogenetico. Quando aveva sei anni, stando a scuola in una classe mista, gli avvenne di passare una mano sotto al podice di una bambina seduta accanto a lui: egli ne risentì una sensazione gradevolissima e ripeté all'occasione l'atto medesimo con ugual risultato. Il ricordo di situazioni gradevoli di tal genere ebbe da allora una parte preminente nelle sue fantasie. Prosegui la lettura…

in caso di autocombustione, urinare

27 dicembre 2006 2 commenti

Di autocombustione si moriva. O meglio, sotto l'etichetta "autocombustione" finivano, dal 1600 fino alla fine dell'800 (e oltre), tutti quei casi di morte per combustione che rimanevano inspiegati, come l'italianissimo caso della Contessa Cornelia Bandi, morta a Verona il 14 Marzo del 1731, divorata dalle fiamme scaturite dalle sue interiora; la fine della Contessa fu un vero e proprio caso di cronaca, addirittura Charles Dickens sembra in seguito averne attinto per descrivere la morte di Krook in Casa Desolata (Bleak House). Si tessevano teorie pseudoscientifiche come l'"effetto candela" in base al quale maggiore è la presenza di grasso nel corpo e maggiori sono le probabilità di morire consumati come una candela da fiamme che si sprigionano dall'interno del corpo.
Ma la tecnologia medica aveva soprattutto una funzione di controllo normativo e indirizzamento morale all'interno della società minimamente scolarizzata del tempo. Facile capire dunque perchè si indicò nell'alcolismo e quindi nella presenza di  alcohol nel corpo una delle cause maggiori di morte per fiamme, chiudendo invece entrambi gli occhi di fronte alla maggiore probabilità di incidenti cui un ubriaco va incontro – anche col fuoco, ovviamente molto più utilizzato all'epoca.
Una delle cose di cui si era certi era l'impossibilità di estinguere le fiamme per mezzo della semplice acqua, il che determinò lo sbizzarrirsi delle più strane fantasie popolari. Di storia dell'autocombustione parla Jan Bondeson, medico britannico cultore di freaks e stranezze mediche, in un libro* che ho trovato per caso in una vecchia libreria di Londra; Bondeson basa le sue ricerche su testi d'epoca, soprattutto giornali e, ovviamente, su materiale medico. Traduco un brano davvero meritevole che unisce alla bizzarria dell'evento pseudo-medico dell'autocombustione il fascino indiscreto dell'urinofilia (su cui si tornerà):

"In Germania la gente comune aveva una grande fiducia nelle proprietà del letame liquido come sistema di prevenzione contro l'autocombustione. Quando un contadino sempliciotto o l'idiota del villaggio si ritenevano a rischio di bruciare spontaneamente dopo una bella bisboccia, ingurgitavano una discreta quantità di letame liquido e acqua fangosa. Si dice che questo assurdo rimedio sia persino apparso nel serio lavoro scientifico sull'abuso di alcohol condotto dal dott. Carl Rösch: Der Missbrauch geistiger Geltränke (1838). Ma la medicina popolare scandinava prescriveva una sostanza addirittura più improbabile per estinguere le fiamme spontanee. Il folklore norvegese e svedese raccomandavano infatti di gettare nella bocca in fiamme dell'ubriacone urina umana, preferibilmente evacuata di fresco da una donna. Un breve fatto accaduto nel XIX secolo in Westgothia descrive  l'ardente destino di un beone seriale di nome Zakris, che improvvisamente prese fuoco spontaneamente: 'Un giorno Zakris di Hester iniziò a bruciare di una fiamma blu mentre si trovava a letto. Sua moglie si sedette a cavalcioni sul viso di lui ed estinse le fiamme urinando direttamente nella bocca del marito; solo una donna avrebbe potuto farlo [sic!]. Dopo quanto accaduto, egli non bevve più acquavite.'"

*Jan Bondeson, A cabinet of Medical Curiosities, I.B. Tauris Publishers, London, 1997, p.7

glass of pee

–> celebri casi di autocombustione: 1, 2 

–> urinoterapia 

–> approfondimento sull'urinofilia 

–> pee gallery 

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