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Archivio per novembre 2006

bin laden goes porn!

27 novembre 2006 3 commenti

Nell'ormai sempre più ampio panorama del warporn si afferma sempre con sempre maggior insistenza l'immaginario pornomusulmano. La lettura di questo fenomeno secondo un'ottica post Abu Ghraib diventa quanto mai chiara.

Un articolo indaga con una certa profondità sull'utilizzo propagandistico-politico del medium pornografico nei confronti del mondo musulmano. La nudità a tema arabo viene oggi enfatizzata, ed etichettata ad hoc sottolineandone la componente religiosa, componente che, fino a pochi anni fa non veniva presa in considerazione. Delle regole del mondo musulmano si sa abbastanza, se ne discute e fanno scalpore soprattutto i veli. Dice la Sura 33: "Oh Profeta! Dì alle tue spose e alle tue figlie e alle donne dei credenti che si ricoprano dei loro mantelli, questo sarà più atto a distinguerle dalle altre e a che non vengano offese …" (Cor. sura XXXIII, 59). Le donne fedeli all'islam si velano, per violarle occorre dunque svelarle a chi famigliare non è, mostrarle secondo una sorta di stupro culturale. Lo hijab viene così eroticizzato dallo sguardo bavoso dell'occidente.
Se nei primi anni  '90  si  nascondevano le radici arabe delle starlet del porno (Tabatha Cash, ad esempio), oggi si punta ad esaltarle al massimo grado. Addirittura è documentato come a partire dal 2000 i produttori porno Israeliani abbiano arruolato manovalanza dai lineamenti arabeggianti per girare film destinati al mercato interno. Nel 2003, SexStyle, la più grande casa di pornoproduzione israeliana, ha rilasciato il primo porno dedicato alla comunità arabo-israeliana. Come riporta Joshua Cohen nell'articolo The Chosen Peephole: Jews can do Porn just as badly as Everyone Else, pubblicato nel luglio 2006, dietro molti siti porno finalizzati alla raccolta di materiale "musulmano", si nasconderebbe la CIA: “angry-white-man-on-Muslim-woman material has proliferated since the first Gulf War.” Perchè? Il motivo è duplice. Da un lato è invalso dal XX secolo l'utilizzo della pornografia come arma psicologica di massa per colpire il nemico. Non a caso si parla di "scontro di civiltà" (tra una civiltà ipocritamente "liberata" nei costumi e la domenica tutti a messa e una costretta al medioevo culturale islamico?) e non a caso in un episodio di documentato di cracking, un sito di hamas è stato farcito di materiale pornografico, come se, ad un tratto, ci ritrovassimo tutti a dare un valore burlesco al porno, se utilizzato per brutalizzare una cultura considerata barbara e nemica.
Dall'altro lato scatta quel meccanisco ben descritto da Slavoj Zizek in cui si obbliga il mondo musulmano, il nostro "altro", a passare attraverso i propri riti brutalizzanti per riuscire a fagocitarlo culturalmente e quindi annichilirlo, soddisfando, nella nostra inconscia economia libidica, la nostra invidia per quel "nonsoche" di godimento che il mondo arabo ci sottrae, l'object petit a di cui parla Lacan. Non a caso il genere porno beurette, l'araba musulmana che scopre  il proprio corpo e lo svende all'occidente che in qualche modo la libera dalle costrizioni dei costumi dei padri, si sviluppa nella Francia della polemica sul velo, nella Francia delle banlieu in fiamme, di quella difficile integrazione social-culturale dovuta ad un imperialismo, prima sul suolo d'Africa e poi sulla cultura. Quello che era – ed è – l'Ebreo, che è stato il Sovietico, oggi è rappresentato dall'Arabo, un nemico che ci sottrae del godimento (denaro, donne, lavoro, libertà). In questo senso l'esperienza di Abu Ghraib è una sorta di rito cui "l'altro" di turno viene sottoposto per farlo partecipare all'oscenità della propria società. Il primo gradino è la brutalizzazione animal-sessuale, il secondo sarebbe riempirgli la bocca di hamburger. Questo è il lato osceno della società occidentale.

 

–> beurette rebelle (arabe ribelli)

–> erotic muslims

–> film scaricabile, burka porn

–> elenco film genere beurette 

–> arab street hookers

 

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porno per le orecchie

21 novembre 2006 8 commenti

–> WARNING: FREE MUSIC BELOW <–

L'industria del porno, in quanto fabbrica, produce anche musica che si è evoluta con l'evolversi dei costumi musicali e che è sempre più ricercata per rispondere ad un mercato sempre più concorrenziale.

E' abbastanza recente la notizia che vuole il chitarrista dei Van Halen tra le fila dei compositori e arrangiatori di porno music; ha infatti scritto due brani per il film di prossima uscita Sacred Sin girato da uno degli attuali guru del cinema hard Michael Ninn.
Prima di lui, era stato Snoop Dog a far parlare di sè con il binomio musical-pornografico doggystyle, film afro-machista di cui snoop è ideatore, produttore, attore (attività che lo vede tutt'ora "impegnato")
Con la fine degli anni '90 inizia un vero e proprio crossover hip hop-porno che va piano piano a sostituirsi, o quanto meno a sovrapporsi, a tutta quella enorme e gloriosa produzione di musica anni '70 di qualità (anche per la produzione autarchica) che accompagnava i film per adulti e che aveva partecipato alla creazione del concetto di PORN GROOVE.

La produzione di materiale audio porcello continua ancora oggi. Artbeats ad esempio, da cui si possono scaricare brani dal sapore seventies o il disco, totalmente scaricabile (licenza CC),  Wakka Chikka Wakka Chikka da cui trae origine anche il disco X Rays di Chenard Walcker

[qualcosa è scaricabile anche da fluffertrax

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Categorie:porn liberation front Tag:

dildonica, meccanismi per il sesso

17 novembre 2006 1 commento

Chi coltivi un minimo interesse per il concetto di cyborg e la con-fusione uomo-macchina alla Cronenberg (Videodrome, La Mosca, Crash, eXistenZ), non può rimanere del tutto impassibile di fronte alla sperimetazione sessualtecnorganica che va sotto il nome di dildonica e tutto l'annesso pianeta meksex.

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Categorie:porn liberation front Tag:

nuns exploitation, viziose spose in cristo

15 novembre 2006 3 commenti

"Il meccanismo che opera in questo caso clinico [di voyeurismo] è il seguente: si tratta della pulsione scopica, che vuole guardare e che viene soddisfatta dall'atto di spogliarsi. Se questa pulsione viene rimossa, compare allora improvvisamente d'altra parte un grande interesse per quello che in una maniera molto precisa ha a che fare con le scene dello spogliarsi. Ora egli non vuole più vedere e nemmeno ricordare; adesso ama i vestiti. Adora quello che un tempo gli impediva di vedere completamente: diventa feticista dei vestiti in seguito alla rimozione del piacere di guardare. Dal punto di vista teorico, questa interpretazione è importante perchè ci mostra come questo caso di feticismo non derivi da una reminiscenza, bensì dal fatto che ha avuto luogo una rimozione pulsionale. […] Una parte è effettivamente rimossa, mentre l'altra viene idealizzata e nel nostro caso elevata a feticcio. Questo genere di rimozione era già noto da altri esempi, prima che diventasse la spiegazione del feticismo. Si pensi soltanto a un esempio di una simile rimozione riguardante la storia universale. Se il Medioevo iniziò a reprimere la sensualità e a sminuire la figura della donna, ciò fu possibile solo grazie alla contemporanea idealizzazione della madre quale Vergine Maria".
S. Freud, Conferenza del 24 febbraio 1909 tenuta presso la Società psicoanalitica di Vienna

–> nunsploitation: raccolta di tutte le viziose spose in cristo. cult

–> nuns fetish: tutto quello che si può comprare sulle suore

–> nuns action figures: per veri cultori deviati

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la società del voto: rate my *

13 novembre 2006 Commenti chiusi

Viviamo in una società sottomessa alla logica del voto, del rating. Il punteggio più alto vince, funge da filtro selezionatore di pseudo-qualità. Diventa quindi interessante il fenomeno rate my * (qualsiasi cosa) che va diffondendosi Basta digitare in scroogle le paroline magiche "rate my" per ritrovarsi catapultati nel fantastico mondo del voto on line. Qualsiasi cosa è votabile, soprattutto se stimola il meccanismo esibizionismo/voyeurismo.
E' un fenomeno stupendo e in espansione che va dal geniale voto del miglior mullet al voto di vendetta al proprio professore. Si votano le tette e si vota la merda. Ovviamente occorre dare un voto anche allo sbocco più creativo e all'immancabile, odiosissimo, cucciolotto di turno.
C'è anche chi ha l'assoluta necessità di farsi votare l'acquario, chè se no non sta bene, e quindi, non vedo perchè non gli si dovrebbe riconoscere un giudizio anche sul pratino ben tosato.

In tutto questo orrore, non si può non schierarsi con ratemygasmask!

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sexual and pornographic web searching trends analysis

10 novembre 2006 2 commenti

E' uscito da poco un interessante studio che analizza le statistiche delle parole più digitate sui motori di ricerca dal 1997 al 2005.
Riassunto: si evidenzia un fortissimo decremento delle parole chiave correlate al sesso e alla pornografia inserite nei motori. Il senso non è, come in un certo senso vorrebbero far credere i ricercatori, che non si usa più internet per il porno – questo a scopo di redimere internet dall'accusa theocons di essere un ricettacolo di pervertiti –  quanto che non si passa più da google, o da chi per esso, per andare a cercarsi il porno.
Sicuramente a partire da un nuovo approccio al web: ognuno ha i suoi siti preferiti e questi sono molto più linkati l'uno con l'altro (friends), esistono veri e propri portali di media sexual oriented (si pensi a pornotube) etc…
Non in secondo piano la diffusione del Peer to Peer, che a fine anni '90 assolutamente marginale, e quindi la proliferazione stessa dei porno media negli hard disk di ognun*.

finita questa parentesi pornogeek, passera tatuata per tutt* 

 

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l’invidia della crocifissione

9 novembre 2006 Commenti chiusi

a giudicare da questo sito sembra che i giapponesi nutrano una curiosa invidia della crocifissione. La parte dei romani però spesso spetta ad alieni, eroi power rangers assimilabili o esseri affetti da varie forme di mostracismo. succulento.

   

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Categorie:anticlericale Tag: ,

pornocrazia del pornorating

8 novembre 2006 Commenti chiusi

Kevin S. Sandler insegna Media Arts all'Università dell'Arizona. Terrà una conferenza il 21 novembre basata sul suo libro The Naked Truth: Why Hollywood Doesn’t Make X Rated Movies.

The Naked Truth è un'analisi di come il sistema di assegnazione del rating cinematografico sia condotto secondo modelli di interesse privatistico. Il rating, totalmente in mano alle grandi case di produzione (Paramount Pictures, Walt Disney Pictures, Sony Pictures, 20th Century Fox, Warner Brothers e Universal Pictures), viene utilizzato come strumento del business per difendersi da politici, moralisti vari e dalla concorrenza della produzione indipendente che potrebbero intaccare, con movimenti negativi d'opinione, i lauti guadagni dell'industria cinematografica ufficiale.

Sullo stesso piano di indagine si muove il film This Film Is Not Yet Rated di Kirby Dick che denuncia il carattere totalmente oscuro e al limite della soggettività (concetti vaghi come "breve nudità" o "linguaggio forte") legato al rating della Motion Picture Association of America di cui non si conoscono nel modo più assoluto i criteri. Nel documentario viene chiaramente evidenziato come, in mancanza di una vera regolamentazione, le maggiori compagnie di rating assegnino un giudizio di (non)visibilità dell'opera puramente in base al "feeling" trasmesso ai censori.

pornjourney è un interessante progetto-documentario girato da Dag Yngvesson che indaga sulla decadenza della San Fernando Valley, capitale della produzione hard (8 miliardi di dollari di fatturato annuo e 50 film prodotti a settimana), e sulla collusione tra industria americana del porno e mafia locale.

La colonna sonora, ottima, è totalmente scaricabile.

–> casi eclatanti di "insane rating" 

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Categorie:porn liberation front Tag:

ebrei nel porno

6 novembre 2006 3 commenti

Nel buon Porno di Massa di Pietro Adamo, viene citato a pagina 100 un articolo di Luke Ford, giornalista web convertito all'ebraismo, in cui si evidenzia l'anomalia circa l'alto numero di ebrei impiegati nell'industria pornografica rispetto alla reale presenza all'interno della popolazione statunitense. "Because of Judaism's emphasis on education and verbal dexterity, Jews dominate academia, entertainment and media generally. Porn flows out of this culture over which Jews exert an influence disproportionate to their 2% proportion of the American population. quot;

Se si tralasciano le motivazioni più delicate "Jews gravitate toward money" – utilizzate tra l'altro da siti antisemiti come christianparty – risaltano con maggior nitidezza altre ragioni più spiccatamete cultural-sociologiche; in particolare il fatto che gli ebrei non osservanti utilizzino la radicalità del porno proprio come espressione ribellistica al disciplinamento cui li imporrebbe la Torah. Non secondario, emerge la separazione netta tra morale imposta ed etica soggettiva in favore di quest'ultima.

Citando Adamo, gli ebrei non praticanti sono attirati nell'orbita dell'hard da un doppio odio: "quello verso la cultura dei gentili e i loro falsi dei, e quello nei confronti della cultura e delle tradizioni dei loro padri, che hanno abbandonato. L'hardcore con il suo esplicito disprezzo per ogni religione istituzionalizzata e il suo apprezzamento per gli stili di vita alternativi, si presta perfettamente a manifestare questa doppia avversione." 

Altre motivazioni contenute nell'articolo sono piuttosto risibili (The number of Jewish studs is "one of God's little jokes" ciononostante rimane un tentativo di analisi assolutamente assente all'interno della cultura europeo-cristiana puramente tesa alla condanna aprioristica. 

–> + info su Luke Ford in italiano

–> blog personale

–> sito porno oriented

Di seguito l'articolo originale 

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no copyright movies

3 novembre 2006 2 commenti

il copyright per fortuna non ha durata eterna. a questa banale constatazione si aggiunga che qualcuno comincia a produrre materiale mediatico copyleft.

il link che segue è un validissimo elenco di film fuori restrizione d'autore.  la lista è in continuo aggiornamento quindi è bene tenerla d'occhio.

http://www.jonhs.net/freemovies

i video si possono salvare sul proprio computer utilizzando il plugin videodownloader installabile su firefox 

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Categorie:geek stuff, no copyright Tag: